vasco

Il 2008 è stata l’anno di “Il Mondo Che Vorrei”, diciottesimo album di studio del Blasco nazionale. A quasi un anno dall’uscita è ormai tempo di bilanci, per un disco che non è riuscito a bissare i successi dei più recenti predecessori. Badate bene: chi scrive non è fra coloro che rimpiangono il Vasco anni ’80 puntando il dito contro le produzioni più nuove del rocker di Zocca. Anzi, “Canzoni Per Me” e “Buoni O Cattivi” sono stati a mio avviso grandissimi album contenenti capolavori a grappoli. “Il Mondo Che Vorrei” potrebbe essere inserito nel filone degli album meno azzeccati di Vasco Rossi, un po’ come “Stupido Hotel”. Con la differenza che il disco del 2001 conteneva comunque pezzi di buon successo come “Siamo Soli”, “Stupido Hotel” e “Ti Prendo E Ti Porto Via”, mentre nel lp del 2008 c’è veramente poco da salvare.

“Il Mondo Che Vorrei” è un bel pezzo, ma s’è rivelato poco efficace e un po’ floscio come primo singolo, terreno su cui avevano fatto decisamente meglio opener come “Io No”, “Siamo Soli” e “Buoni O Cattivi”. Naturalmente quando esce un album di Vasco dopo 4 anni, tutti i fan si precipitano ad acquistarlo ed è ovvio che per le prime 4/5 settimane nessuno lo abbia spodestato dal trono dei dischi più venduti. Questo album però non ha funzionato sulla lunga distanza: se negli anni precedenti quando venivano lanciati nuovi singoli il disco prendeva nuovamente quota in top10 anche dopo molte settimane dalla pubblicazione, per “Il Mondo Che Vorrei” così non è stato: nel giro di qualche mese è scomparso dalla top20, e perfino durante il fecondo periodo natalizio non s’è ripreso restando nelle retrovie.

Piccolo disclaimer: si tratta comunque di un disco che ha venduto oltre 450.000 copie, numeri altissimi, d’accordo, ma non così clamorosi come ci eravamo abituati. Non posso poi non evidenziare come intorno ai dati di vendite ci sia stata un po’ di mistificazione: a pochi giorni dalla release, la EMI fece uscire un comunicato “400.000 copie vendute nei primi 3 giorni, 350.000 copie soltanto in prenotazione”. Risulta difficile credere che da fine marzo ad oggi il disco sia poi riuscito a vendere ancora soltanto 50.000 supporti… Insomma, i comunicati sensazionari della EMI, che oggi possiamo definire con certezza essere stati gonfiati, puzzano un po’ di tentativo di insabbiare una fisiologica sofferenza sul mercato del loro top title.

Parlavamo in precedenza dei singoli de “Il Mondo Che Vorrei”. Anche per quanto riguarda il secondo singolo, questo album ha fatto peggio dei precedenti (ripensiamo ai vari “L’Una Per Te”, “Ti Prendo E Ti Porto Via” e “Come Stai”). Il brano numero 3 del disco targato 2008, che racconta un Vasco più giocoso e cazzone, non è diventato un tormentone come i precedenti secondi singoli, forse anche per colpa della durezza dei suoni, a tratti troppo heavy metal. Non erano pochi quelli che, come il sottoscritto, avrebbero puntato su “Colpa Del Whisky” o su “Vieni Qui” come singolo estivo.

Il terzo singolo è stato “E Adesso che Tocca A Me”, buon brano che ricorda però troppo altre recenti produzioni del Blasco (“Un Senso” su tutte). Proprio in confronto al terzo estratto di “Buoni O Cattivi”, il successo del brano 2008 a livello di airplay e di passaggi televisivi può dirsi irrisorio. Era tanto tempo che un singolo di Vasco Rossi non si sentiva così poco in giro: quello che però era fisiologico per quinti o sesti singoli come “Standing Ovation” o “Hai Mai”, non è accettabile per un terzo singolo con tanto di videoclip. E il discorso può valere sia in confronto a “Un Senso” che a “Quanti Anni Hai”, pezzi fondamentali nel repertorio di Vasco: stesso destino non toccherà a “E Adesso Che Tocca A Me”, destinata ad essere riposta nel cassetta alla fine del tour di promozione del disco.

Da pochi giorni è uscito in radio il quarto singolo “Vieni Qui”, che pare non sarà supportata da un videoclip vero e proprio ma da un estratto live. Si tratta di un’ottima canzone, forse la migliore del disco, e spero sinceramente possa bissare le sorti di “…E” o di “Rewind”. La EMI ha annunciato da poco che a marzo verrà rilasciato un nuovo dvd live del Blasco (quello del 2007 con il concerto all’Olimpico di Roma è stato il più venduto del 2008, mercato però, quello dei dvd, ancora abbastanza di nicchia e con numeri non troppo importanti): la mossa, a così poco tempo dalla pubblicazione del disco, dà la sensazione che la casa discografica cerchi di raccattare tutto il raccattabile alla luce di vendite non troppo esaltanti dell’ultimo lavoro. Di solito dvd di questo tipo vengono rilasciati durante il periodo natalizio, mentre questa volta la EMI ha deciso di intensificare la presenza di prodotti “Vasco Rossi” sul mercato, avvertendo che presto la scia del disco si sarà esaurita. E pensare che “Buoni O Cattivi” potè contare su una scia di estratti di successo impressionante: “Buoni O Cattivi”, “Come Stai”, “Un Senso”, “…E”, e “Senorita”. L’ultimo album si è invece già impantanato al terzo singolo: e questo è un dato davvero allarmante.

Al di là dei singoli e dei dati di vendita, “Il Mondo Che Vorrei” non è comunque un pessimo disco. Mancano però i picchi dei precedenti lavori, la scrittura e gli arrangiamenti suonano decisamente accademici e per la prima volta i testi di Vasco faticano ad arrivare tanto sono minimalisti. Giudicare un libro dalla copertina è sempre sbagliato, ma già a partire dai titoli della tracklist si poteva intravedere una certa mancanza di idee e banalità, con una tempesta di particelle personali che messe una in fila all’altra suonano davvero grottesche: “E Adesso Che Tocca a ME”, “Gioca Con ME”, “Dimmelo TE”, “Cosa Importa a ME”, “Non Vivo Senza TE”, “Ho Bisogno di TE”.

Battute a parte, di brani da buttare via ci sono soltanto “Qui Si Fa La Storia” e “Non Sopporto”, deludenti tentativi di rock da birreria nelle quali sembra di trovarsi di fronte ad una cover band di Vasco. Sul piano delle canzoni più aggressive convince il riff e la progressione di “Cosa Importa A Me” e, seppur a tratti ordinaria, non delude “Dimmelo Te”; la più melodica “Non Vivo Senza Te” è un buon pezzo con ritornello da coro da stadio, ma la sensazione di già sentito aleggia pericolosamente nell’aria. L’unico azzardo Vasco se lo concede in “Ho Bisogno Di Te”, cavalcata dai ritmi mediterranei che fa ben sperare per i brani futuri; no comment per “Basta Poco”, canzone plasticosa e decisamente banale, lanciata con un singolo in support fisico nel 2007 (un mercato in totale decadimento, che la FIMI, proprio pochi mesi dopo quella pubblicazione, decise di non tenere più in conto per le proprie rilevazioni di mercato).

Considerando che dopo il mediocre “Stupido Hotel” venne l’ottimo “Buoni O Cattivi”, la speranza è che la regola dell’alternanza valga anche per il successore de “Il Mondo Che Vorrei”. Un disco che non vedrà la luce almeno prima del 2010 (il nostro azzardo è che uscirà nel 2011) e che potrebbe davvero essero l’ultimo lavoro di studio del Blasco.

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